Marina Verderajme

Presidente di Job Farm e Direttrice di Job Farm News, si occupa da oltre 15 anni di formazione, lavoro, risorse umane e innovazione. Dirige SportelloStage partner di Recruit srl, agenzia di intermediazione, e Ems società di consulenza HR.

Guardare al domani: le professioni del futuro

In un mondo 4.0, in cui novità e innovazione sono all’ordine del giorno, cresce il numero di giovani che si pone domande su quelle che si preannunciano essere le professioni più richieste un domani. Prima di rispondere a questi interrogativi, partiamo da qualche premessa.

Se in passato il consumer era relegato ad un ruolo meramente passivo, pronto ad ascoltare in silenzio le “verità” delle imprese, oggi – nell’era della convergenza e della digitalizzazione – le aziende parlano a un consumatore diverso, sicuramente multitasking e interattivo. In primo luogo, il consumatore di oggi è sempre più esigente, competente e volatile. Di conseguenza, le aziende sono confuse per via dei cambiamenti dei consumatori. In secondo luogo, il consumer – o meglio prosumer – è iperconnesso, utilizza continuamente le tecnologie digitali ed esige risposte il più possibile immediate da parte delle imprese. Infine, il cliente di oggi segue le logiche del verde e del benessere, sentendosi appagato dal consumo di prodotti certificati/ecologici. Etica e sostenibilità sono infatti tematiche che stanno a cuore e orientano gli acquisti delle persone che si aspettano, da parte di ogni realtà aziendale, responsabilità sociale.

Sostenibilità: 800mila posti di lavoro stimati

Secondo il rapporto tracciato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in collaborazione con gli economisti di Cles – Centro di ricerche e studi sui problemi del lavoro, dell’economia e dello sviluppo, presentato in Aprile 2019, l’Italia raggiungerà gli obiettivi strategici green prefissati entro il 2025 grazie ad un investimento di 190 miliardi di euro che…

Mercato del lavoro e post-Covid: i manager di smart city

L’ultimo rapporto annuale di Forum PA sulle Smart City in Italia, con la classifica e l’ICity Rank, si è concentrato sul percorso di trasformazione digitale delle città italiane.
Le 107 città capoluogo di provincia sono state valutate in base a 8 indicatori:

Sostenibilità digitale: una nuova sfida per il futuro

Tutto è cambiato in questo ultimo anno dal nostro modo di lavorare, alla mobilità agli stili di vita e di uso degli spazi. Oltre alla crisi sanitaria ed a quella ambientale dobbiamo tuttavia interessarci anche ai danni che la tecnologia, soprattutto quella digitale, sta provocando al nostro pianeta. I dati dell’inquiname- nto digitale, dovuti allo streaming hanno generato, nel 2018, 300 milioni di tonnellate di CO2 oltre a quelli generati dai gaming.

In un contesto come questo in cui abbiamo visto quanto il digitale sia fondamentale, sia a livello professionale che personale, e come questo possa impattare sul nostro clima è fondamentale iniziare a parlare di sostenibilità digitale.